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A Modena l’antico si traveste

Curato da Kristina Drapic

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Per evitare che durante i restauri, la cui durata prevista è di circa 2 anni, la torre Ghirlandina, simbolo della città, fosse coperta da banali ponteggi, è stato chiamato Mimmo Paladino, uno dei principali esponenti della transavanguardia, oltre che uno degli artisti italiani più conosciuti sulla scena contemporanea mondiale.
Commissionato dal comune della città, in un contesto di quasi mille anni prima, nasce un delicato intervento di arte contemporanea. L’opera avvolge la torre su quattro lati e la rende visibile anche di notte da qualunque punto di osservazione.
Si tratta di un curioso intervento artistico a scala urbana che dialoga con la città sotto diversi punti di vista. Innanzitutto l’intervento per la protezione di un cantiere è argomento piuttosto attuale, ma proteggere un’opera d’arte con un’altra opera d’arte è un gesto innovativo e curioso. E’ interessante anche sottolineare come questo oggetto si sia inserito in un tessuto a cui non appartiene, certamente se si fosse trattato di un architettura permanente le polemiche suscitate non sarebbero poche, ma in quanto inserimento temporaneo, il travestimento della torre simbolo, è stato accolto con leggerezza e piacere.
Ad ogni modo, vista a sua unicità potrebbe far nascere nuovi spunti e idee, e farci allontanare dal dall’immediata associazione tra intervento sugli edifici e nuovo spazio pubblicitario.

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4 Comments »

  PEJA wrote @ February 2, 2008 at 1:26 am

Bene, non posso che essere entusiasta per questa prova di coraggio, se vogliamo, da parte del comune di Modena…
Chissà cosa ne penserebbe, se facessero una cosa del genere a Roma, il nostro amico Muratore…
Anche se purtroppo ormai Roma si è abituata a vestire “Fendi” durante il make-up

  carlo wrote @ February 2, 2008 at 5:38 pm

…in vita sua ha fatto di meglio

  innovatorieuropeimonterotondo wrote @ February 12, 2008 at 1:51 pm

Interessante maquillage.

  Bruno wrote @ February 20, 2008 at 2:43 pm

Situazione interessante questa, sono daccordo con l’articolo che sottolinea il tentativo di proteggere l’opera d’arte con un’altra opera d’arte, credo abbia colto il significato

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