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La crisi del grattacielo

curato da Sebastian Russi

cctv_3.gif

I grattacieli nascono essenzialmente dal bisogno di identificare un luogo, renderlo visibile e nel contempo riconoscibile nell’immaginario collettivo; il tutto reso possibile dalle potenzialità tecniche dell’era post-moderna.Tuttavia, dopo vari anni, osservando questo esercizio verticale, ormai quasi privo di fascino, dovuto anche alla limitazione imposta dall’asse-Y come solo spazio di creazione, questa tipologia si è convertita ai nostri occhi in qualcosa di banale e privo di interesse.

Il dominio nello skyline è ormani qualcosa di effimero e labile, legato alla possibilità che un altro edificio un po’ più alto arrivi a conquistare il primato.

Oggi stiamo assistendo ad una nuova forma di intervento sul territorio e sul paesaggio urbano; l’edifcio icona, assolutamente auto referenziale, capace di sopravvivere immutabile nel suo contesto, anche in seguito ad un terremoto o ad una guerra.La nuova sede della China Central Television (CCTV) di Rem Koolhaas + OMA, situato in un lotto di 20 ettari del nuovo distretto commerciale a Beijing, è caratterizzato dalla forte configurazione iconica di tre edifici, inseriti in un parco mediatico: le sedi generali della China Central Television (CCTV), il centro culturale televisivo (TVCC), e un blocco destinato ai servizi.Con un costo stimato di 850 milioni di euro, questo intervento va ben oltre l’intento di proporre una semplice soluzione alle esigenze programmatiche, bensì mira a convertirsi nella nuova immagine della città.Benchè questa non sia una pratica nuova, senza dubbio un modello occidentale importato in un contesto culturalmente differente è capace di produrre un impatto molto più incisivo nell’immaginario collettivo.

L’esempio classico è dato dal Guggenheim Museum di Gehry a Bilbao, in cui l’edificio diventa l’immagine iconica di una città che cerca di avviare un processo di rinnovamento ed ascesa verso la modernità.Che cosa succede invece quando città, cultura e contesto sono già interamente definiti?Il CCTV va ben oltre l’intento di un progetto esplosivo finalizzato al rilancio di un’area; mette in campo invece uno scontro diretto con l’immagine di città già esistente e la forte tradizione urbana asiatica, con le sue tipiche forme dell’abitare e del costruire.Forse la risposta più interessante a questo interrogativo la troveremo nel vivere quotidiano di Beijing, nel modo in cui gli abitanti percepiranno questo nuovo oggetto, proeittato in una rete urbana già consolidata e che spera quindi di venire accettato come nuovo punto di riferimento in una struttura culturale già definita.

 

cctv_2.gifcctv_1.gif
pics: http://www.oma.nl

1 Comment»

  enea wrote @

“Dobbiamo ora prestare molta
attenzione all’imperio della voce emotiva. Essa ci pone una domanda: qual’è la caratteristica
principale dell’edificio a parecchi piani? E subito noi rispondiamo: è la grandiosità.
Questa grandiosità è il suo aspetto palpitante agli occhi di chi ha natura di artista, è la nota
più profonda ed esplicita della seduzione che l’edificio a parecchi piani esercita.
Dev’essere a sua volta la nota dominante del modo d’esprimersi dell’artista, il vero eccitante
della sua fantasia. L’edificio deve essere alto. Deve possedere la forza e la potenza
dell’altezza, la gloria e l’orgoglio dell’esaltazione. In ogni spanna deve essere una cosa
orgogliosa ed aspra, che s’innalzi nella pura esultanza di rappresentare dalla base al vertice
un’unità senza neppure una linea stridente.”
Louis Sullivan
L’architettura contemporanea ha ampliato in maniera consistente i propri limiti disciplinari
per vivere i mutamenti odierni, aprendosi alla nuova concezione dinamica del
tempo e dello spazio: i nuovi materiali e le nuove forme accolgono e sottolineano i
luoghi della contemporaneità, modellandoli e reinterpretandoli. La lenta, ma profonda
trasformazione degli spazi abitati, dei luoghi di lavoro, di studio, di incontro, del divertimento
sta rapidamente cambiando le città modificandone l’immagine, l’organizzazione,
il limite. Le odierne morfologie degli spazi, trasformando il carattere statico e
tipologico degli edifici, propongono nuovi percorsi e modi di abitare e percepire i luoghi
e creano diversi modelli di vivere la città, offrendo ai campi della ricerca e della costruzione
nuovi scenari e spunti di riflessione.
Mi chiedo se tutto questo non ci stia allontanando troppo dalla quieta commozione che Sullivan riusciva a trasmettere con le sue parole..

La citazione è tratta da: Louis Sullivan, Considerazioni sull’arte degli edifici alti per uffici, pubblicato sul Lippincott Magazine nel 1896.


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