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Il nuovo iPod non si indossa, si abita

curato da Mario Abruzzese

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Dopo aver cambiato il modo di ascoltare la musica ed essere diventato un’icona pop dei gadget tecnologici, l’iPod sta per estendere il suo successo a territori inaspettati.Il successo planetario di questo piccolo oggetto di culto è testimoniato dall’enorme numero di esemplari venduti, nonché dalla nascita inarrestabile di sue molteplici variazioni [classic, touch, mini, photo, nano, shuffle] e l’aggiornamento costante dei modelli [a settembre 2007 è stata introdotta la sesta generazione di iPod classic]. Probabilmente nemmeno Steve Jobs, padre della Apple,  se lo sarebbe aspettato che, a sei anni dal suo lancio sul mercato, l’iPod avrebbe fatto addirittura irruzione nel campo dell’architettura.Tra poco più di due anni l’iPad, versione architettonica del lettore mp3 più famoso al mondo, aprirà le porte ai suoi nuovi inquilini. In 24 piani ospiterà 231 appartamenti ed una serie innumerevole di altri servizi.Il suo aspetto ricorderà proprio il design dalle linee pulite dell’iPod di casa Apple, imitandone addirittura la posizione inclinata di sei gradi rispetto all’asse verticale, come se fosse anch’esso posizionato su una docking station oversize.Ma se il design di questo ciclopico gadget è destinato a stupire, ancor di più lo è il concentrato di tecnologia che vi si troverà all’interno. In un misto di domotica e programmazione digitale, l’iPad renderà la vita dei suoi abitanti più semplice e confortevole [forse] grazie ai comandi vocali [iVoice], alla messaggistica “condominiale” [iMessaging] e una serie di altre funzioni programmate con software specifici.

A detta dei progettisti il vero gioiello sarà la iReality  che permetterà di ricreare nel salotto di casa, con proiezioni in realtà virtuale, scenari e paesaggi provenienti da ogni angolo del mondo; ma negli appartamenti dell’iPad troveranno spazio anche l’iHealth, tecnologia che consentirà di misurare peso, pressione e temperatura corporea, l’iAmbience, che comunicherà l’arrivo di una chiamata telefonica con il cambiamento del colore dell’illuminazione, l’iEnterntainment, una sorta di database di musica e video, l’iArt, con la possibilità di modificare di continuo i propri quadri attraverso la tecnologia digitale e poi l’iSecurity, l’iCustomization, l’iRotation Room, l’iWalls e l’iFamily.

L’artefice di tutto ciò è l’architetto James Law, guru della cyber architecture, che con il suo studio James Law Cybertecture International ltd. progetta e costruisce edifici in cui porta avanti la ricerca riguardo all’integrazione tra il mondo architettonico e le tecnologie digitali.Lo stesso studio si occupa della realizzazione dei software applicativi di cui ogni cyber building ha bisogno.Rimane solo da chiarire una cosa, il luogo in cui tutto ciò sta per realizzarsi. La risposta è semplice: Dubai, il posto dove qualsiasi eccentricità riguardo all’architettura è concessa.Tra qualche anno potremo quindi “ammirare” un gigantesco iPod svettare al fianco dell’enorme hotel a forma di vela [il Burj al Arab], del lussuoso resort a forma di palma e dell’arcipelago artificiale che riproduce la forma dei continenti. Non vediamo l’ora…?!?   

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1 Comment»

  francifra wrote @

mamma mia.. credo di essere una delle poche persone che l’iPod non solo non ce l’hanno ma non lo desiderano neanche. Di sicuro complimenti a chi ha saputo metter su questo mercato di false esigenze, ma con me non funziona.. tanto meno con un edificio del genere. Mamma mia, che orrore!


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