mimo9 – mimo nine

e network interaction news

La vita degli altri, L’architettura e lo spionaggio

Curato da Camila Remirez (m.i.m.o special Guest)

ramirez-pics.gif

“Costruiono per i tiranni o contribuiono alla suburbanizzazione insostenibile, gli architetti hanno così poco controllo sulle mutazioni urbane come i politici corrotti e gli sviluppatori avidi”.[1]

Luis Fernández Galiano, Giornale “El País”, 8.01.2007

Nessuno è esente da questa frase; Galiano ci spaventa, soprattutto perché sappiamo che la crisi nel lavoro di architetto sotto le forze politiche pubbliche e private avrà un impatto sulle nostre decisioni e azioni sulla città, che non saranno più interamente nostre. Questo ci scoraggia. Ci chiediamo allora, in che luoghi l’architetto opera come autore delle proprie decisioni?

È lo spionaggio, un campo in cui l’architetto riesce a migliorare l`esercizio del suo potere.

Spionaggio: si definisce spionaggio la pratica e il congiunto delle tecniche associate all’ ottenimento d’informazioni riservate.

Spia. La definizione di spia è l’atto di osservazione nascosta. Si tratta di una persona che con dissimulo e segreto osserva o sente ciò che accade.

Il carattere del personaggio della spia della fiction che ha plasmato il genere cinematografo, ha un profilo eccentrico e spiritoso. Senza andare più lontano, “La vita degli altri”, film tedesco che mette in conflitto l’argomento di “grande fratello”, occhio vigile e attento dei grandi e potenti regimi politici. In questo film, il capitano della Stasi, avvocato e professore del spionaggio del governo nella Germania orientale, Wiesler, è stato destinato a seguire da vicino giorno e notte il drammaturgo Georg Dreyman e la sua fidanzata. La Loro vita sembra, in qualche modo, non compatibile con la linea del regime. Con uno sguardo sempre vigile e con l’aiuto di una sofisticata attrezzatura di spionaggio, Wiesler conduce un’ approfondita e rigorosa registrazione di ogni parola, ogni dialogo, ogni argomento, che è concepito come un racconto che costruisce la storia di due caratteri messi in evidenza dallo Stato. L’osservazione che esegue Wiesler, documentando la vita degli “altri”, è eseguita in una società violentemente omogenea, dove la diversità è controllata.

La spia dísegna una storia in modo lineare, la storia intima, nascosta e di carattere personale, si inserisce, si interferisce e si appropria di una vita non propria, scopre e si lega ai dialoghi, agli eventi, ai dettagli inediti, che si configurano in una piccola realtà.

E l’Architetto è una spia?

La tendenza dell ‘esercizio del potere dell’ architettura ha a che fare con il riuscire a cercare e a conoscere i reali problemi delle aree urbane, in modo da comprendere lo stato sociale, político e spaziale che le circonda. Trovare posti persi e abbandonati, con persone che hanno bisogni reali; l’architetto si impegna a capire, a interagire e a proporre soluzioni per i piccoli angoli urbani. Non dimentichiamo che le piccole rivoluzioni sono in ultima analisi, le più significative e rivelatrici. L’architetto, contrariamente a quanto avviene con la spia Wiesler, non può più raccontare la storia in modo lineare, ma viene a contatto con una serie di eventi indipendenti. Il dialogo è stabilito tra l’architetto e gli eventi nel loro ambiente.

Lo spionaggio quindi serve all’architettura per la comprensione dei processi dinamici e isolati della città, come un registro scientifico, empirico e percettivo. L’architetto come una spia vaga nella città ricercando ed immortalando le persone e gli eventi urbani, che importano all’architettura. Le interviste, le tattiche interventiste, la macchina fotografica e il video sono strumenti per lo studio degli atti che si succedono nella vita degli altri, come un documentario di pratiche che si verificano in spazi fisici e concreti in tempo reale, che egli congiunta operano come una rete di siti specifici uniti da una continuità territoriale e sociale della città, che a sua volta è diventata la base delle informazioni.

Proponendo un esempio vicino, nel libro USE Uncertain States of Europe, di Multiplicity Lab, si svolge un gioco di spionaggio scientifico, che documenta i risultati con creazioni di mappe critiche e propositive che rivoluzionerà punti specifici dell’Europa. Attraverso indagini prova a rimuovere pezzi inediti singoli sovrapposti della realtà che istituisce relazioni spaziali e sociali, una vera esperienza architettonica. Lo spazio di esercizio del potere dell’ architetto è propriamente qui, negli interstizi della città, nel movimento ininterrotto da vari ambienti. I Dati raccolti sono riarmati in un`eterogenea mappatura e sono riorganizzati in un discorso proprio; è una grafica di contenuti ideologici che serve all’architetto a comprendere e raccontare la città, trasformandola in un fatto architettonico; il manifesto dei Rave in Gran Bretagna e in Slovenia, la fabbrica di scarpe all’interno della casa a Elche Spagna o l’invasione dei commercianti ambulanti a Belgrado.

Noami Klein ci parla di una nuova rivoluzione, la stessa che l’architetto ricercatore intende costruire come un nuovo ingresso per l’atto di fare architettura. “Ma come il movimento è entrato in questa nuova fase, mi sono accorta di aver assistito a qualcosa di straordinario: il momento preciso ed emozionante in cui la folla del mondo reale ha invaso l`esclusivo club di esperti che determinano il nostro destino collettivo”.[2]


[1] FERNANDEZ GALIANO Luis, Exorcismos Urbanos, Diario “El País” 08.01-2007, España

[2] KLEIN Noami, Vallas y Ventanas, 2002

No comments yet»

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: