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2A+P a Torino, colori e dissolvenze al limite della città

curato da Mario Abruzzese

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2A+P è uno studio di architettura fondato a Roma nel 1998 da cinque giovani architetti: Gianfranco Bombaci, Domenico Cannistraci, Pietro Chiodi, Matteo Costanzo e Valerio Frantone. Questo gruppo di architetti si condensa intorno alla definizione di un’architettura come “disciplina inclusivista” che possa attingere cioè da ambiti disparati le proprie logiche operative. In particolare il gruppo focalizza la propria ricerca architettonica intorno al rapporto tra l’uomo, il corpo, la casa, l’ambiente, la città e la natura.

2A+P investiga i rapporti tra arte, architettura e pensiero, da cui il nome dell’omonima rivista di progettazione fondata dallo stesso gruppo romano. Lo studio, che si occupa di concorsi internazionali, progetti e ricerche di vario genere si è occupato di iniziative come “Orti Urbani”, lavoro di analisi e progettazione partecipata nei “Laboratori Condominiali di Corviale” e sta partecipando a “Idensitat”, un progetto di arte negli spazi pubblici.

Nel 2000 2A+P, insieme con Tommaso Arcangioli, Lorenzo Castagnoli e Angelo Grasso fonda nicole_fvr, [for visual research] un laboratorio di ricerca interessato allo sviluppo di progetti di architettura che includono e utilizzano la grafica, il web design e l’arte. Nel 2000 il gruppo ha partecipato alla VII Biennale di Venezia di Architettura con il progetto SandCity. Nel 2003 il team nicole_fvr / 2A+P ha vinto la sesta edizione del premio ArteGiovane [Torino incontra…l’arte: una porta per Torino] con un progetto di riqualificazione urbana che non è un semplice intervento di arredo urbano.

Nel progetto di Torino, nicole_fvr / 2A+P ha ideato un’installazione dal titolo Round-Blur che si inserisce nel paesaggio urbano della capitale piemontese attraverso una “sfocatura” [blur = sfocare], tra artificio e natura. La rotonda, capolinea del tram numero 4, è occupata da una mescolanza di fiori veri e artificiali, questi ultimi realizzati con materiale catarinfragente, lo stesso usato per i fanali delle automobili. In questo modo, l’istallazione, originale e vivace, richiama senza retorica alla tradizione automobilistica della città. Cosi con l’alternarsi del giorno e della notte, della primavera e dell’autunno, la piazza assume sempre una personalità differente pur rimanendo sempre “fiorita” e colorata.

Round-Blur, realizzata al margine sud della città, a pochi passi dall’impianto industriale Fiat di Mirafiori, costituisce, nella mescolanza di elementi naturali e artificiali, il simbolo della dissolvenza tra città e campagna.

La superficie della rotonda è costituita da un manto di asfalto ricoperto di vernice bianca rifrangente con perline di vetro premiscelate [la stessa utilizzata per le strisce pedonali]. Dall’asfalto emergono aiuole circolari attraverso le quali “come in un passaggio di fasi da uno stato liquido ad uno solido, il suolo urbano si riconfigura”. Dalle aiuole più esterne di erba artificiale si passa a quelle interne ricoperte di tre tipi differenti di erica con sfumature dal bianco al viola. La rotonda asfaltata è arricchita di elementi artificiali assemblati con pellicole catadiottriche e steli metallici: i catafiori. Tre alberi completano l’istallazione stabilendo il legame definitivo con la vegetazione circostante.

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