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Si chiama Ecoboulevard. Loro sono Ecosistema Urbano.

curato da Francesca Vargiu

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Si tratta di considerare un’ area di nuova urbanizzazione nella periferia di Madrid, Vallecas, dove si stanno costruendo più di 26000 abitazioni e domandarsi come riuscire a caratterizzare ed attivare lo spazio pubblico, senza perdere di vista il comfort delle condizioni bioclimatiche.

La risposta si chiama Ecoboulevard ed è opera dello studio spagnolo di architettura Ecosistema Urbano.

Realizzato per il Life Progreamme of the European Commission; premiato nel 2005 dalla Holcim Foundation Acknowledgement, ed infine vincitore dell’ edizione 2007 dei premi di Architectural Review per l’Architettura Emergente.

Il progetto consiste in un ampio boulevard, lungo ben 550 metri e largo 50, in cui campeggiano tre grandi “alberi d’aria”, prodotto di un’architettura leggera e bioclimatica, che utilizza materiali riciclati e riciclabili.

Nello specifico si tratta di tre padiglioni cilindrici, costruiti con una struttura d’acciaio zincato che funge da supporto per diverse piante rampicanti e diversi optionals che ne permettono l’adeguamento a diverse attività pubbliche: uno é a carattere ludico, uno climatico ed uno mediatico.

In realtà non si tratta di semplici “rinvigoritori sociali”, ma di vere e proprie macchine bioclimatiche: la loro struttura circolare semi-chiusa forma una specie di torre capace di innescare un meccanismo di evapo-traspirazione. Questo speciale assetto microclimatico é particolarmente apprezzabile d’ estate quando é in grado di raffreddare l’aria di 10-15 ºC.
Inoltre, la presenza di pannelli fotovoltaici disposti nella parte superiore, rende gli “alberi d’aria” energeticamente autosufficenti: 16 unità da quattro pannelli solari ciascuna generano una potenza di 12.230 kwh all’anno. La vendita dell’energia ricavata fornirà le risorse necessarie a finanziare le spese di manutenzione.
Questi “alberi d’aria” possono considerarsi come elementi temporanei di un grande bosco non ancora esistente e che nel futuro sarà in grado di regolare bioclimaticamente l’area. Quando da qui a qualche anno le piante presenti nell’area saranno cresciute, i cilindri potranno essere facilmente rimossi e collocati in altre aree.

Rispetto per l’ambiente, bioenergia, possibilità di riuso, iconicità architettonica: sono questi gli ingredienti che rendono questo progetto una risposta dinamica e futuristica alla necessità di creare uno spazio pubblico ed interpretarlo dal punto di vista bioclimatico, reinventando in maniera fresca ed originale il tradizionale tema del parco pubblico.

Per noi gli Ecosistema Urbano sono ancora una volta vincitori…e voi che ne pensate?

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3 Comments»

  PEJA wrote @

Mi ricordo di aver visto questo progetto su un vecchio numero dell’Arca, e già allora pensavo si trattasse di una idea geniale…

  Mirko wrote @

un idea geniale, ma vorrei sapere quale sia il funzionamento, come avviene l’evapotraspirazione, insomma come funziona! sapreste indicarmi qualche fonte?

  efisio espa wrote @

concetti interessanti bisognerebbe poter monitorare la storia


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