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inside praha #4_metro d’autore

curato da Mario Abruzzese

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Attraverso l’inspection “inside Praha” abbiamo cercato di descrivere, seppure solo per tratti, il fascino della capitale ceca e oggi, per chiudere questa serie di escursioni urbane, voglio occuparmi di qualcosa di particolarmente caratteristico della città al quale però, spesso, non si da troppa importanza: la metropolitana.

Nel cuore della città si sviluppa una rete di tre linee lunghe nel complesso più di 54 km, con un totale di 54 stazioni. Ciò che colpisce della metropolitana di Praga non sono i numeri, ma l’elegante design dei suoi spazi.

Già nel 1898 a Praga si era cominciato a parlare di una rete di trasporto sotterranea, la cui costruzione partì il 9 agosto del 1967. Ben presto, grazie all’intervento di alcuni consulenti sovietici, il progetto di quella che era partita come una semplice linea tranviaria [sotterranea solo in alcuni tratti centrali], si trasformò in una grande opera di propaganda del regime.

L’inizio ufficiale dei lavori di costruzione è datato 9 maggio 1974.

Nel periodo comunista si erano sparse voci riguardo alla costruzione di grandi e lussuosi bunker antiatomici contestualmente alla realizzazione della metropolitana. Con la fine del regime la presenza di questi luoghi fu effettivamente confermata sfatando però le leggende riguardo alla maestosità e al lusso di cui avrebbero dovuto fruire gli alti ufficiali sovietici.

Dal febbraio 1990, cancellato dai nomi delle stazioni ogni riferimento all’ideologia comunista, quel che rimane ai cittadini di Praga ed ai numerosissimi turisti che la affollano, è un’eredità importante.

Quello che più affascina della linea metropolitana è la sua eterogeneità, in contrasto con la serialità che rende spesso le stazioni della metro “non luoghi” distinti solo dal nome della fermata. A Praga ogni stazione si caratterizza di un design specifico creato ad hoc, il che rende il viaggiare nelle viscere della città un’affascinante scoperta. Le pareti delle gallerie sono rivestite di materiali dal colore e dalla foggia sempre differenti: textures di vetro e alluminio che si ripetono all’infinito sulle pareti delle stazioni. Quasi un omaggio a Victor Vasarely e all’arte cinetica degli anni ’70.

Le gallerie della linea A, aperta nel 1978, sono rivestite di elementi in alluminio in tre diverse versioni [concava, convessa e piatta] e con sfumature differenti di colore. I designers li avevano progettati con l’intento di creare un sensazionale effetto da film di fantascienza.

Nell’ottica dell’ottimizzazione dei flussi tutte le stazioni hanno un’impostazione fluida ed efficiente in cui il deflusso dei passeggeri dalle banchine verso la superficie è assicurato da scale mobili di stupefacente velocità. Tra queste c’è da citare quella della stazione di Náměstí Míru che con i suoi quasi 100 m è tra le più lunghe d’Europa e porta i passeggeri dai treni all’uscita della stazione in un minuto e mezzo esatto.

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