mimo9 – mimo nine

e network interaction news

Archive for cultura

m.i.m.o cubotto @ gheroartè


domani, sabato 12 aprile, il m.i.m.o cubotto, verrà esposto, insieme agli altri due progetti selezionati, presso l’associazione gheroartè, nei pressi della stazione di corsico.

venite a trovarci!

l’esposizione fa parte dell’evento “Odiamolarte”, party audiovisivo organizzato da Inv3rno Netlabel.

Read the rest of this entry »

DUBAI mimo_inspection, part TWO

Curato da Antonio Conroy

burj.jpg

La nostra ispezione prosegue e, contemporaneamente, continuiamo la nostra famelica ricerca di informazioni per capire, per quanto possibile, le dinamiche che regolano uno sviluppo così “potente” come quello che caratterizza questo paese. Per fare questo abbiamo cercato di non cogliere solo ciò che ci viene offerto. Diciamo che abbiamo seguito una logica piuttosto istintiva del tipo:” Oggi abbiamo girato a destra, domani giriamo a sinistra”. Vedremo alla lunga che frutti raccoglieremo. Per questa sera vi mostriamo un’altra manciata di foto che, se guardate con attenzione, vi racconteranno di alcune curiose circostanze che ci sono sembrate sicuramente “molto locali”…

Read the rest of this entry »

Inaki Abalos: “Io credo nell’ispirazione”

Curato da Antonio Conroy

mi_abalos-copy.jpg

E’ difficile sentire parlare un architetto in maniera tanto spontanea come Inaki Abalos, protagonista mercoledì scorso, presso il Politecnico di Milano in mattinata (e presso l’urban center nel pomeriggio), di due interessanti conferenze. Read the rest of this entry »

Pecha kucha. Vieni avanti creativo!

curato da Mario Abruzzese

pecha-logo.jpg

Dopo essere partito da Tokyo quattro anni fa e aver fatto il giro del mondo approda anche in Italia il Pecha Kucha, l’evento che da spazio ai creativi. Prima di Milano il Pecha Kucha tour ha già fatto tappa in Italia ad Udine, Treviso e Venezia e finalmente ieri sera è arrivato a Milano riscuotendo un meritato successo. Read the rest of this entry »

Torino_luci d’artista

curato da Kristina Drapic

immagine-4.jpg

Passeggiando per le vie delle nostre città in questi giorni ormai invasi da spirito natalizio, quante volte ci siamo chiesti se gli addobbi luminosi oscillanti sopra le nostre teste potessero essere meglio?
Insomma, angeli, stelle comete o indefinibili ghirigori colorati riproposti spesso nella posizione dell’anno precedente, percorsi luminosi che non portano da nessuna parte ma si interrompono al primo bivio e poi tutti quei colori che contribuiscono ad aggiungere un tocco di cattivo gusto invece di produrre un’atmosfera magica…
Che ci vuole per fare le stesse cose ma bene? Finalmente qualcuno l’ha capito ed ha centrato in pieno l’obiettivo: Read the rest of this entry »

Tati, un anticipo da poeta

curato da Francesca Vargiu

4pared1.jpg

 

Ci sono dei libri che un giovane architetto non può non leggere, così ci sono dei film che non possono non essere stati visti.
Senza dubbio fra questi Playtime.
Come già nelle Vacanze del signor Hulot e in Mio zio, Jacques Tati riesce a farci toccare l’assurdo dei «tempi moderni», celebrare l’individuo contro la spersonalizzazione ed il conformismo sociale, usando come bersaglio della sua satira, mai crudele, sempre un po’ amara, la Francia del dopoguerra, ossessionata dalla modernizzazione.
Una polemica annosa, dunque, però non proprio dettata dal disprezzo per la civiltà contemporanea, quanto intesa a prenderla un po’ meno sul serio di quanto vorrebbero i suoi paladini.
Read the rest of this entry »

David Lynch. Atmosfere inquietanti

curato da Enea Pilastro e Stefano Sabatino, (m.i.m.o special guests)

lynch0.gif

La mostra nasce dall’accumulo di quadri, cartelle etichettate che contengono quantità di disegni, scatole d’archivio piene di fotografie. Questa collezione molto ben conservata risale agli anni del liceo e fino ad oggi non è mai stata esposta. Presentate da Hervé Chandès, direttore della Fondation Cartier, queste opere sono riunite in un allestimento ideato da David Lynch stesso.I quadri sono appesi a grandi telai metallici rivestiti con tende; i film di animazione sono proiettati in una sala cinematografica in miniatura che richiama Eraserhead (1977); a chiudere la mostra un disegno dell’artista rappresentante un salotto è trasformato in una ricostruzione a grandezza naturale. Queste installazioni costituiscono un allestimento in cui il visitatore può entrare in contatto con un nuovo aspetto dell’immaginario di David Lynch, in un’atmosfera che non appartiene che a lui.

Read the rest of this entry »