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Archive for editoriali

ma m.i.m.o chi?

Un’idea, un’informazione, una foto, che diventi uno scambio di opinioni e di dati… per creare un network in cui vivere, muoversi e interagire tutti insieme. Questo è quello che m.i.m.o vorrebbe diventare crescendo.

Guardandoci intorno basta poco per capire cosa ci manca, ma spesso non è facile svincolarsi e uscire da quel modello “a scatolotto” che l’università ci propone e trovare altri stimoli al di fuori. Siamo portati quindi ad accontentarci e “tirare dritto” sperando che sia la strada giusta a trovare noi piuttosto che crearcela da soli… Read the rest of this entry »

EDITORIALE_La triste università italiana produce gli stanchi del domani

di Giuliano Da Empoli

Sono anni, ormai, che tutte le ricerche comparative sulle università dei paesi industrializzati ci ripetono che le nostre sono tra le peggiori. Qualunque criterio si adotti [dalle competenze degli studenti alla produttività dei professori, dalla dotazione infrastrutturale alla percentuale degli abbandoni] il risultato è sempre lo stesso: siamo in fondo alla classifica.
Al di là dei dati obiettivi, però, a me pare che il dato più preoccupante sia un altro. Lasciamo perdere, per un momento, gli indicatori e le statistiche: il vero dramma dell’università italiana è l’atmosfera che si respira nei suoi corridoi. Volendola riassumere in due parole, la si potrebbe chiamare una cultura della rassegnazione. Studenti annoiati che ciondolano tra i corridoi scambiandosi leggende metropolitane sulla severità dell’uno o dell’altro professore. Impiegati che si aggirano come fantasmi e si dissolvono non appena c’è da fornire la più elementare delle informazioni. Ogni tanto passa un anziano cattedratico seguito da uno stuolo di assistenti quarantenni, rassegnati anch’essi ad una vita da 1200 euro al mese, quando va bene.

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l’università è pigra

Oggi m.i.m.o9 ospita il suo primo guest editorialist: Giuliano Da Empoli, che propone una riflessione critica nei confronti dell’università italiana. La sua riflessione non si sofferma tanto sui dati che pongono gli atenei italiani nelle ultime posizioni delle classifiche internazionali, ma su quell’apatia e quella carenza di passione e curiosità che nostro malgrado contraddistingue noi studenti di oggi.

I toni forti contro studenti, professori, ricercatori e personale non docente, vogliono servire, a nostro avviso, non come sterile critica ma come molla per spronare tutti a fare qualcosa per far si che le nostre università siano il trampolino di giovani menti brillanti e non il loro parcheggio.

Il contributo a cui diamo spazio oggi tra le nostre colonne: “La triste università italiana produce gli stanchi del domani” è stato pubblicato ad ottobre 2007 su “il riformista” ed oggi viene riproposto qui su m.i.m.o9 grazie alla disponibilità del suo autore Giuliano Da Empoli.

EDITORIALE_Milano vs writers. una battaglia senza vincitori

di Mario abruzzese

Da un paio di anni il Comune di Milano, insieme con l’Amsa, ha intrapreso la sua personale battaglia contro i writers. Non c’è giorno che, passeggiando per le vie di Milano, non si scorga almeno uno dei camioncini del “servizio rimozione scritte” della società che, oltre a questo servizio, offre [è bene ricordarlo], un’eccellente gestione dei rifiuti e pulizia delle strade della città. Omini vestiti di bianco sono intenti a cancellare con potenti getti d’acqua e bicarbonato le firme dei graffittari milanesi. Come nuovi ghostbusters, gli addetti dell’Amsa sono l’esercito del Comune in questa dispendiosa quanto inutile battaglia contro la bomboletta selvaggia.

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Editoriale_Social network vs social life

di Kristina Drapic

Sembrava quasi una curiosità momentanea, una tendenza destinata a svanire in poco tempo come altre, tant’è vero che quest’estate il sole 24 ore ha dichiarato una fuga dai social network: “gli iscritti al metamondo più famoso della Rete (second life) sono oltre otto milioni, ma molti meno sono quelli che lo frequentano ogni giorno (circa 30 mila).” Eppure sempre più spesso abbiamo conferma del fatto che questo mondo parallelo sia pronto ad invadere…

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EDITORIALE_You are a sousveiller, aren’t you?

di francesca vargiu

Chi di noi non sa di essere costantemente sottoposto al monitoraggio indiscreto di milioni di telecamere? Questo è ciò che tecnicamente si chiama surveillance, che tradotto letteralmente dal francese significa “sorvegliare dall’alto”.

Forse non tutti sanno che ora esiste anche la sousveillance, esatto contro-altare del tanto odiato ma incontrovertibile monitoraggio supremo: si tratta di ribaltare le gerachie e trasformare la gente comune, quelli che abitualmente sono il bersaglio della surveillance, in coloro che, anche semplicemente muniti di una videocamera del cellulare, possono registrare gli occhi da cui siamo controllati.

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EDITORIALE_Slaves for architecture

di antonio conroy

Leggevamo su “L’espresso” di un paio di settimane fa che negli Emirati Arabi lo sciopero è illegale e per questo 4 mila lavoratori indiani, pakistani, bengalesi, immigrati in Dubai e impiegati in quelli che sono i più grandi cantieri edili del mondo, ora rischiano l’espulsione. Già, hanno osato manifestare dissenso verso quello che parrebbe uno sfruttamento spregiudicato del loro lavoro, per l’appunto, scioperando. L’obiettivo era conseguire un raddoppio della paga, che spregiudicatezza. Pensate a quei poveri sceicchi che investono fantasia e inimmaginabili quantità di denaro per far costruire il grattacielo più alto del mondo, arcipelaghi artificiali raffiguranti il mondo, palme, per non parlare degli sfarzosissimi alberghi a sei stelle, delle piste da sci artificiali, dei bellissimi campi da golf che stanno ricoprendo il deserto più costiero. Incredibile, questi operai non avranno per caso voluto infrangere i loro più dolci sogni? Ne valeva la pena? Non bastavano le loro paghe da 3 a 7 dollari al giorno?

Spietato sfruttamento.

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