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Archive for università

TU Delft. the day after.

Here we publish a part of an e-mail forwarded to all the students, by the Prof.dr.ir. J.T. Fokkema, Rector Magnificus Delft University of Technology.

…as you may have heard in various news broadcasts, the Faculty of Architecture at Delft University of Technology was destroyed in a serious fire on Tuesday May 13. Although this is unfortunate, we are very glad that no personal injuries have occurred. Also we have been able to save valuable collections of scale models and chairs by famous architects such as Rietveld. Read the rest of this entry »

EDITORIALE_La triste università italiana produce gli stanchi del domani

di Giuliano Da Empoli

Sono anni, ormai, che tutte le ricerche comparative sulle università dei paesi industrializzati ci ripetono che le nostre sono tra le peggiori. Qualunque criterio si adotti [dalle competenze degli studenti alla produttività dei professori, dalla dotazione infrastrutturale alla percentuale degli abbandoni] il risultato è sempre lo stesso: siamo in fondo alla classifica.
Al di là dei dati obiettivi, però, a me pare che il dato più preoccupante sia un altro. Lasciamo perdere, per un momento, gli indicatori e le statistiche: il vero dramma dell’università italiana è l’atmosfera che si respira nei suoi corridoi. Volendola riassumere in due parole, la si potrebbe chiamare una cultura della rassegnazione. Studenti annoiati che ciondolano tra i corridoi scambiandosi leggende metropolitane sulla severità dell’uno o dell’altro professore. Impiegati che si aggirano come fantasmi e si dissolvono non appena c’è da fornire la più elementare delle informazioni. Ogni tanto passa un anziano cattedratico seguito da uno stuolo di assistenti quarantenni, rassegnati anch’essi ad una vita da 1200 euro al mese, quando va bene.

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l’università è pigra

Oggi m.i.m.o9 ospita il suo primo guest editorialist: Giuliano Da Empoli, che propone una riflessione critica nei confronti dell’università italiana. La sua riflessione non si sofferma tanto sui dati che pongono gli atenei italiani nelle ultime posizioni delle classifiche internazionali, ma su quell’apatia e quella carenza di passione e curiosità che nostro malgrado contraddistingue noi studenti di oggi.

I toni forti contro studenti, professori, ricercatori e personale non docente, vogliono servire, a nostro avviso, non come sterile critica ma come molla per spronare tutti a fare qualcosa per far si che le nostre università siano il trampolino di giovani menti brillanti e non il loro parcheggio.

Il contributo a cui diamo spazio oggi tra le nostre colonne: “La triste università italiana produce gli stanchi del domani” è stato pubblicato ad ottobre 2007 su “il riformista” ed oggi viene riproposto qui su m.i.m.o9 grazie alla disponibilità del suo autore Giuliano Da Empoli.